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Volete sapere cosa significa sospendere nutrizione e idratazione? Si muore così..





“Si muore così, di fame e di sete. Degli ultimi giorni di agonia di Terry Schiavo (furono 14 senza cibo né acqua) è rimasto un registro clinico, in cui i medici del Woodside Hospice della Florida hanno elencato i medicinali e gli interventi necessari all'assistenza. A partire dal Naproxen, un antinfiammatorio da somministrare per via rettale ogni otto ore alla paziente o «a seconda - citava letteralmente la cartella clinica - dei sintomi di dolore e disagio manifestati».




Altro sintomo che i medici dovettero immediatamente contrastare, la disidratazione della pelle, che nel caso di Terry presto iniziò ad ulcerarsi, cominciando dalle labbra: al Woodside venne immediatamente consultato uno specialista nel campo della rimarginazione delle ferite, ma nonostante le medicazioni alla paziente la situazione si aggravò. La produzione della saliva si era bloccata e venne sostituita con un preparato che evitasse «il peggioramento delle lacerazioni e l'emissione del caratteristico fiato acido» (sempre come recita il protocollo).
E poi i polmoni nel caso di Terry cominciarono a emettere un rantolo continuo che si cercò di smorzare prima con la scopolamina («da somministrare - recita il protocollo americano - nelle orecchie ogni tre giorni»), poi con un aerosol alla morfina.
Si bloccò anche la produzione di urina: lo scompenso elettrolitico, dovuto alla disidratazione, provocava alla Schiavo spasmi muscolari incontrollabili, che si cercò di sedare «con 5-10 mg di Diazepam ogni quattro ore».
Infine la «combustione» delle cellule neuronali del cervello, dovute all'assenza di sudorazione che innalza la temperatura corporea: il Diazepam venne portato «a 15 mg», senza poter evitare l'ictus che pose fine al calvario della donna”.
Non c’è che dire, davvero una procedura da “paese civile”.
Grazie a Lina Iannuzzi per averlo ricordato.