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Questa notizia atroce ha di nuovo rinnovato il dolore e la rabbia

ALFIE EVANS








Due ore prima di morire la saturazione dell'ossigeno era a 98 e i battiti di Alfie erano a 160, tanto che Thomas era convinto che lo avrebbero lasciato andare presto a casa (così gli aveva detto l’amministrazione ospedaliera nel pomeriggio di venerdì). Prima di morire, mentre Thomas era uscito un istante, lasciando Kate in dormiveglia e un altro familiare in stanza, un'infermera è entrata e ha spiegato che avrebbe dato al bimbo quattro farmaci (non si sa quali) per curarlo. Dopo circa 30 minuti la saturazione è scesa a 15. Due ore dopo Alfie era morto. Gli ultimi istanti di vita sono l'emblema della battaglia di un papà che non ha mai accettato di arrendersi. «Ha provato la respirazione bocca a bocca per 10 minuti di fila», ha raccontato la famiglia ai giornali locali britannici. Uno strazio e una chiara volontà di non lasciare nulla di intentato. Perché a lui aveva promesso di non mollare e perché il suo piccolo ha lottato insieme a lui, stupendo anche i medici resistendo senza respiratore e alimentazione assistita. «Continuava a soffiare e soffiare nonostante i medici gli avessero detto che la fine era vicina. Ma non è stato sufficiente», dicono ricordando i minuti finali della vita di Alfie. «Tom ha fatto di tutto per salvarlo, prima di capire che non c'era più nulla da fare»